Siamo tutti un po’ artisti

L’artista è colui che riesce a provocare un cambiamento in chi osserva ascolta o subisce l’opera d’arte. In un certo senso tutti possiamo essere artisti allorché siamo in grado di modificare quello che gli altri sentono. L’artista è colui che è in grado di generare un cambiamento o meglio un movimento emozionale in chi riceve l’opera d’arte: diventiamo artisti quando facciamo qualcosa che “muove” le persone con cui la nostra opera entra a contatto. L’arte può essere figurativa quando produciamo quadri, sculture, oppure performativa con concerti, balletti ecc anche quando eseguiamo un gesto o una seduta terapeutica vogliamo essere artisti per provocare un cambiamento positivo nelle persone che stiamo trattando.

La combinazione tra passione e arte rende speciale il nostro intervento. Ci sono due tipi di doni, il dono classico in cui tu dai per ricevere in cambio qualcosa che è un dono di tipo manipolativo tu fai delle cose per avermi in cambio altre. C’è chi sostiene che questo tipo di modalità di scambio sia stata alla base dell’economia prima dell’introduzione di quella moderna. Il dono artistico invece è un dono che in cambio non chiede nulla. Donare vuole dire dare qualcosa di più e non aspettarsi nulla in cambio. Un artista quando crea un opera d’arte ci dà delle emozioni ci muove dentro ci cambia ma in cambio non chiede nulla a tutte le persone che possono usufruire della sua creazione.

La EBM (Evidence based medicine) toglie il lato artistico alla terapia. Ci posiziona all’interno degli schemi precisi ci fa seguire i protocolli. Questo fenomeno da una parte aiuterebbe a far chiarezza tra gli approcci terapeutici differenziando quelli che sono scientificamente provati, ma allo stesso tempo riduce lo spazio creativo del terapista. I protocolli secondo la EBM possono rendere il terapista più tranquillo perché lavora entro ambiti prestabiliti ma allo stesso tempo lo rendono sostituibile in quanto il suo gesto terapeutico viene spersonalizzato.

Più lavoriamo ripetendo precisi protocolli, più il nostro lavoro viene parcellizzato e per certi versi semplificato più siamo sostituibili, diveniamo meno indispensabili in quanto meri ripetitori di una procedura. Il concetto della EBM estremizzato porta a una parcellizzazione e spersonalizzazione del gesto terapeutico. A questo punto medici e terapisti possono essere facilmente sostituiti da programmi , macchine o da altri terapisti disposti a compiere un gesto semplice e ripetitivo ad un costo più basso.

La MFXI integrata ha tra gli altri lo scopo di favorire la personalizzazione dei trattamenti , la creatività del terapista, stimolando il suo lato artistico pur rimanendo nel solco delle terapie che hanno una profonda base scientifica.

Giulio e Virginio

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