La Fibrolisi diacutanea è una tecnica introdotta da Kurt Eckman verso  la metà del secolo scorso. Viene utilizzata per il trattamento di patologie miofasciali. In Italia i primi lavori medico scientifici che riportano la validità e la sicurezza di questa metodica risalgono alla fine degli anni 60¹. Da allora diverse pubblicazioni hanno dimostrato l’efficacia della metodica².

In particolare la fibrolisi diacutanea viene trattata nel Manuale di Medicina Ortopedica³ a cura di Ivano Colombo. In questo testo nel capitolo interamente dedicato alla fibrolisi è scritto testualmente “ La fibrolisi diacutanea è una metodica utilizzata in medicina manuale, di notevole interesse in ortopedia, in reumatologia ed in fisiatria, in quanto si rivela utile, ed a volte insostituibile, in situazioni morbose di difficile trattamento, interessanti i tessuti molli o fibrosi para e peri-articolari” pag 309.

Dalla fine degli anni 90 la Fibrolisi viene insegnata in Italia anche da Mariani V. ( dr In Fisioterapia, Posturologo) e da Picozzi G. ( Dott. In Medicina e Chirurgia,  Specialista in terapia fisica e riabilitazione) prendendo il nome di MIOFIBROLISI.

La Miofibrolisi Diacutanea Integrata MFXI ha origine dalla fibrolisi  e dalle tecniche  utilizzate  nella medicina popolare  delle campagne   dai rebouteux  e dai concia ossa , rivisitate  con la scienza e conoscenza tipiche dei giorni nostri. La MFXI  ampia le possibilità terapeutiche della fibrolisi  rendendola meno traumatica e dolorosa.

Gli attrezzi utilizzati comprendono oltre ai  ganci altri  sussidi terapeutici, si tratta di   attrezzi studiati appositamente per il trattamento più dolce e meno traumatico delle nodosità, fibrosità muscolari, trigger points o PAM (Punti  Algici Miofasciali).

Oggigiorno a distanza di 50 anni grazie al lavoro incessante di Mariani e Picozzi e di tutti i loro allievi, i materiali, gli  attrezzi, i protocolli , le manovre terapeutiche e le manulità hanno subito continue evoluzioni. Gli strumenti originali ideati da Eckman seppur ancora validi sono rimasti identici a se stessi e la metodica della fibrolisi è da molti terapisti e pazienti considerata dolorosa e poco applicabile. La Miofibrolisi Integrata, invece, è una scuola di trattamento dei dolori artromiofasciali che trae le sue origini dalla fibrolisi, ma si evolve nella ricerca di manulità e strumenti sempre più performanti. Anni di trattamenti e studi clinici ci hanno permesso di verificare quotidianamente attraverso  una sperimentazione meticolosa e ripetuta ciò che vi è di più valido tra quello che ci è stato tramandato dai nostri maestri. Chi ci ha seguito negli anni sa che nulla di quello che abbiamo imparato è stato riproposto meccanicamente ma al contrario è stato rivisto, studiato, ottimizzato, ampliato. Negli anni la Miofibrolisi Diacutanea è cresciuta e ormai si propone come una metodica completa per il trattamento di innumerevoli patologie artromiofasciali. La Miofibrolisi va ben oltre al classico “crochettage” infatti ha introdotto la Stimolazione Transcutanea Puntiforme STP che si avvale di un set di rotori puntiformi in grado di stimolare nella maniera più adeguata ogni superficie corporea.

Kit rotori per Stimolazione Transucutanea Puntiforme

A questo proposito è stato recentemente creato uno stimolatore per autoterapia che  rende  il paziente più responsabile, consapevole e partecipe al  percorso di guarigione.

Stimolatore Transcutaneo Puntiforme per autoterapia

Il kit  degli strumenti classici  invece è stato ideato per il trattamento dei tessuti  molli a componente nodosa, fibrosa, algica e retratta. L’arsenale terapeutico  composto dalle  le differenti  punte e  lame, ben si adatta ai vari distretti corporei facilitando la risoluzione dei Punti Algici Miofasciali PAM e dei trigger point.

Questo kit ultimamente si è arricchito di 2 nuovi strumenti la Big Ball e il tri mag , entrambi dotati di sfera magnetica rotante e in grado di trattare non solo con una
pressione “rotonda” ma anche magnetica i diversi distretti muscolotendinei.

Gli strumenti proposti  oggigiorno sono l’ultima evoluzione e quanto di meglio gli studi di biomeccanica e e di  bioingengeria  supportati dalla pratica clinica hanno potuto produrre.

La black blade è un concentrato di tecnologia potenza e versatilità, infatti nella sua essenzialitá grazie alla  leggerezza e alle dimensioni compatte è in grado,in mani capaci , di trattare tantissimi comparti osteomuscolari.  Le punte ,ad attacco rapido ed ha orientamento  sui 4 punti cardinali,  intercambiabili con una semplice manovra, permettono di raggiungere anche i distretti più ostici.

Analoga evoluzione ha subito il set dei ganci. i ganci non  sono più fissi ma montabili  col sistema brevettato a scatto, orientabili sui 4 punti cardinali. si evita, in questo modo di avere l’ingombro del manico con due ganci fissi.

 

 

 

 

 

 

La versatilità dell’inserimento dei ganci permette ad ogni terapista di trovare la sua modalità di utilizzo senza perdere in efficacia e precisione.

Questa geniale trovata permette approcci altrimenti impraticabili. Infatti non solo è possibile trattare i tessuti montando il gancio a 90 gradi sul manico ma anche posizionare  il gancio a piatto favorendo cosi la pressione sui tessuti da derotare. Il nuovo kit è stato arricchito dal  il microgancio per il  trattamento delle strutture  più delicate e sottili o del macro gancio studiato appositamento per affrontare i grossi gruppi muscolari degli atleti professionisti. Infine il kit di ganci MFXI contiene due ganci a oliva (foto 4) che sono l’evoluzione dei ganci a sfera nostra prima proposta  , in questi anni ci siamo resi conto  che la struttura fusale ad oliva meglio si adattava alla anatomia muscolare e alla stimolazione tissutale; inoltre   aiutano il processo di apprendimento da parte dei terapisti  e  permettono l’utilizzazione degli attrezzi anche nei casi dei  tessuti più delicati o di pazienti particolarmente sensibili. tutti i materiali sono proposti in acciaio medico certificato. Attualmente non esistono in commercio attrezzi altrettanto evoluti  e performanti.

Concludiamo sottolineando che la ricchezza e diversità  progettuale dei nostri materiali permette di proporre uno stimolo diverso ed articolato che obbliga il SNC  a una sorta di continuo riadattamento e apprendimento l’interfaccia cutanea .

Cogliamo l’occasione per augurare a tutti i nostri lettori buon lavoro e splendidi risultati con la MFXI 

 

GIULIO PICOZZI  e VIRGINIO MARIANI

 


1 Colombo I., Ekman K. “La fibrolisi diacutenea nuovo mezzo diagnostico e terapeutico in fisiatria.”Europa Medicophisica Vol 4 1,1, 1968

2, Colombo I., Gamba E. “la fibrolisi diacutanea nella pratica fisistrica: indicazioni cliniche”. La riabilitazione vol 8 1,1, 1975

3 Colombo I. “Manuale di Medicina Ortopedica” Ghedini Editore Milano 1988