Caso Clinico di Patrizia Marmillata

Ci tengo a precisare che Anna, non è un caso clinico, una paziente, ma una persona, una giovane donna di 40 anni che ho incontrato sulla mia strada agli inizi della mia carriera lavorativa. Allora aveva forse 18 anni e ciò che mi aveva impressionato era stato la forza d’animo e di volontà IMG_2286che trasmetteva, colpiva di lei la consapevolezza di aver una compagna di viaggio poco piacevole che però la spronava a cercare il meglio per avere il massimo dei risultati, non fermandosi lá, dove quella che veniva etichettata come artrite reumatoide, vole va frenarla. A discapito di ciò che la sua risonanza racconta, e vi allego i referti, Anna cammina, guida, fa vita sociale e non la fermano neppure le varie artrodesi sparse per il corpo, le protesi in entrambe le ginocchia, nonché le due protesi d’anca e le sue mani ormai prive di articolazioni. Proprio per la protesi d’anca, che si è lussata per la seconda volta, ho avuto modo di riaverla, dopo tanto tempo, in trattamento e proporgli tutte le ultime novità apprese con la tecnica di Miofibrolisi integrata.
Inizialmente, in attesa dell’intervento mi sono limitata alla mobilizzazione dell’arto controlaterale e consigliare l’uso di tisane a base di equiseto, tintura madre e Iperico per frizionare le articolazioni dolenti e drenare l’edema prodotto dalli mobilizzazione a letto. La ragazza riferisce da subito la diminuzione dell’edema e miglioramento della sintomatologia dolorosa.

IMG_2284Dopo l’intervento di riduzione della protesi dell’anca destra, Anna inizia con deambulazione in acqua nonostante la sutura non sia ancora completamente rimarginata. Decide di sua spontanea volontà di iniziare la fisioterapia con me e io propongo qualcosa di diverso rispetto a quello che avevamo sino a quel momento fatto: solo lavoro fasciale, diaframmatico, eseguito lontano dalla sua problematica cervicale molto delicata. Anna si è affidata a me e io mi sono affidata a lei, alla sua fine percezione e alla sua collaborazione.

Inizialmente la valuto per quel che è possibile, Anna deambula con stampella e ha importanti rialzi che le permettono di deambulare solo con le scarpe. Per questo le PAT non sono state sempre eseguite.

Ha dei plantari che superano decisamente i tre mm per supportare i piedi in cui sono presenti delle artrodesi. Ha dei rialzi di oltre 5 cm su un piede che le permettono di deambulare.

Riesco a valutare la distanza del capo (2 dita dal filo a piombo ), distanza curva cervicale (6 dita), distanza freccia lombare (5 dita). Presenta un anteriorità di 1,5 dita al filo a piombo.

La Rotazione del capo 1 a desta -1 a sinistra.

Fotografo con il suo cellulare le bascule di spalle e bacino, rilevo presenza di importante rotazionea destra del bacino.

I Piedi presentano , come sensazione soggettiva, un appoggio del piede destro a livello della testa del 2 4 5 metatarso, laterale sul 5 metatarso, e parte interna del calcagno. Il Piede sinistro, parte interna del calcagno, laterale sul 5 metatarso e sotto le teste del 2 3 metatarso.

Fotografiamo gli appoggi sul podoscopio.

Abbiamo iniziato i trattamenti a cadenza prima trisettimanale, per due settimane, bisettimanale e infine una alla settimana per un tot di 16 sedute.

In prima seduta abbiamo trattato il piede con PNM nei punti dove la paziente sentiva maggior carico, decidiamo di provare a togliere la soletta interna. Pratico il Beetween su tutta la Colonna con profondità uno, 20. di freq. non era possibile testarla per cui oscillavo di volta in volta tra i venti e 25.

Alla seduta successiva c’era stato un peggioramento del dolore ai piedi e decidiamo di rimettere la soletta. Iniziamo con l’Nbt lombare e insistiamo PNM sui punti di maggior carico del piede.

In terza seduta inseriamo Nbt cervicale, ccp cervico dorsale, PNM nel piede, ripetiamo il beetween.

Inseriamo il podobaroscopio utilizzando tutte e sette le frequenze ( impossibilità di eseguire test kinesiologico). Durante la seduta tiene le coppette sia cervicali che sul gomito nel punto in cui si è formata una tumefazione. In seguito a questo la ripetiamo altre due volte.

Quarta seduta: beetween sempre fermandoci alla D4 a causa delle problematiche cervicali.

Abbiniamo nbt cervicale..

Quinta seduta: trattiamo la cicatrice che presentava aderenze importanti, in quanto era la seconda volta che veniva riaperta nello stesso punto, con rotore piccolo inizialmente e aggiungendo gli hooks al PNM, CCP a striscio e fisse, ottenendo una liberazione immediata. Aggiungiamo sempre PNM sul piede e le frequenze sul podoscopio che vengono aggiunte ad ogni seduta.

Quinta seduta grande costruzione posteriore e anteriore con STP.

Le sedute successive hanno previsto in preparazione ad una seduta dal dentista un trattamento dell’ATM, con STP dei temporali, masseteri, scaleni, SCM.

Abbiamo proseguito alternando NBT all’anca e cervicale, mobilizzazione della fascia posterior con CCP, ancorando le coppette al sacro e d12, d9 e c7 mentre Anna eseguiva movimenti attivi della cervicale da prona, seduta, in piedi, in quanto impossibile articolare la caviglia. Abbiamo ripetuto un’altra seduta sulla cicatrice e STP auricolare. E ancora il beetween.

FINE TRATTAMENTO

Alla quindicesima seduta ho rivalutato Anna e all’esame obbiettivo non era evidente un importante aumento della rotazione cervicale (vd dente dell’epistrofeo) lievemente migliorata a sn, rimanevano ancora ad 1 come parametro di rotazione.

Era scomparsa l’anteriorità. Rimaneva una freccia lombare di 4 dita, cervicale di 4 dita e la distanza della testa filo a piombo si era portata a 2 dita. La rotazione del bacino era notevolmente migliorata e riferiva di aver un diverso appoggio plantare. Anna riferiva da giorni di sentirsi più dritta, meno tensione alla cicatrice e leggerezza nei movimenti, tanto da propormi all’ultima seduta di andare a prendere un caffè, inoltre aveva ormai abbandonato l’uso della stampella.

Ringrazio Anna per quello che mi ha insegnato e per aver riportato per iscritto le sue sensazioni sul trattamento proposto.

LA PAZIENTE RACCONTA LA SUA ESPERIENZA DI UN CICLO DI TRATTAMENTI

  • Inizio trattamento sulla pianta dei piedi con percussore, creando nell’immediato forte dolore con conseguenza di peggioramento di deambulazione (già limitato da esiti intervento correttivo protesi d’anca dx  eseguita il 7 febbraio  2015). Dopo 8 giorni calato il dolore si è potuta notare maggiore  sicurezza nella camminata, passando  nella seconda settimana da due stampelle ad una, fino ad una più decisa  sicurezza di deambulazione e coordinazione alla terza settimana eliminando così anche l’altra stampella.
  • Il trattamento sulla schiena ha dato anche questo immediato sollievo con scomparsa del dolore sul lato dx posteriore presente da alcuni mesi e la sensazione d’avere  e di percepire la schiena in una posizione più corretta.
  • Le coppette applicate  sulla schiena hanno sì creato leggeri fastidi nell’applicazione ma anche immediato sollievo e sensazione di leggerezza come se mi fossi liberata di un peso in eccesso.
  • La coppetta sulla cicatrice ,insieme ai ganci  per eliminare aderenze è risultato al momento molto dolorosa ma con risultato “visibile” immediato, associato ad un forte sollievo e sensazione quasi di liberazione delle zone sottostanti.
  • Il trattamento sulle spalle e sui gomiti efficace all’istante, visti i forti dolori dell’Artrite in piena riacutizzazione, ma non definitivi in quanto sopporto ancora oggi la  continua presenza della malattia.
  • C’è stata inoltre una stimolazione sull’articolazione temporo mandibolare. Oltre alla piacevole sensazione di rilassamento dei muscoli facciali e non solo, sì è potuta osservare una maggiore apertura della bocca. ciò ha permesso proprio la stessa sera, al mio odontoiatra di poter lavorare con più facilità e agevolezza. Purtroppo però non ho ritrovato la stessa apertura nella visita successivo, quindi immagino debba ripetere più spesso il trattamento (p.s. l’articolazione temporo mandibolare è ormai inesistente con totale distruzione dei condili e mandibola rientrata , danno di III classe)

OGGI

  • Alla fine di questo trattamento posso confermare d’aver ottenuto una maggiore sicurezza nella mobilità della deambulazione, la forte sensazione di un fisico più allineato , quindi  meno instabilità, posso fare camminate leggermente più lunghe senza dover tenere una stampella per aver sicurezza nel movimento. Premetto che il mio termine di paragone  è stato fatto non solo in base alla situazione post operatoria ma in generale con la patologia  presente da 20anni e con la situazione debilitante causata da questa.

 

 

 

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